Abstract del paper del corso “Storia e istituzioni, dell’Asia, Africa e America” dell’Università degli Studi di Bergamo, anno 2013 (Prof. Michele Brunelli) 

Un’analisi storica, dalla creazione dello stato pakistano fino alla non-risolta questione del Kashmir, che insieme a numerosi fattori interni contraddistingue la statualità di un territorio dalle forti contraddizioni

Nato in un angolo di Asia, lacerato dalle divisioni interetniche e interreligiose, ricco tanto di risorse demografiche e naturali quanto di potenzialità tecniche, il Pakistan presenta al suo interno tutte le antinomie che caratterizzano i Paesi centro asiatici divenuti indipendenti nell’immediato dopoguerra, amplificate però dall’anomalia costitutiva di uno Stato che ha nel suo primo DNA quel tratto religioso che ne ha influenzato tanto la nascita quanto il successivo sviluppo.

Lo Stato pakistano nasce ufficialmente nel 1947 con quella che è stata definita Partition, ossia “separazione”. Alle radici della sua creazione come Stato indipendente dall’India c’è l’Indian Independence Act del 1947, che istituisce l’Unione Indiana da un lato e il Pakistan dall’altro, cioè quello che è stato definito «il più paradossale stato del mondo […] composto da due tronconi del subcontinente indiano tra loro distanti». Il territorio pakistano all’inizio univa, infatti, due aree geografiche tra loro opposte, il Pakistan nella sua attuale definizione territoriale e quella che ora porta il nome di Bangladesh, situata a nord-est del subcontinente indiano e che fin dall’inizio ha presentato tratti ben più arretrati e poveri del troncone occidentale, rendendo praticamente impossibile una governabilità effettiva di una simile anomalia statuale.

SOMMARIO 

  1. “Stato islamico”: le diverse interpretazioni;
  2. Esperienza politica indiana e pakistana;
  3. La “teoria delle due nazioni” di Jinnah;
  4. Lo stato islamico di Maududi;
  5. La Partition;
  6. La questione del Kashmir;
  7. Conclusioni

LEGGI IL PAPER COMPLETO 

Advertisements